L’Azienda Agricola Milana di Gioacchino Milana fu fondata nel territorio dei Colli romani nell’ormai lontano 1962. Per lungo tempo si è dedicata a una produzione tradizionale, dedita alla fornitura di vino sfuso alla Capitale. Nel 2009 la svolta, per mano di Giancarlo Milana, che inizia a lavorare al progetto di valorizzazione parcellare, nonostante le piccolissime dimensioni della tenuta, ed imposta la conversione all’agricoltura biologica.  Oggi i 1,92 ettari vitati in produzione sono condotti con il solo uso di rame e zolfo, e danno vita a quattro etichette: 0911, 0510, 2601, 2212. In cantina la mano del vinificatore è coerente con l’impostazione data in sede viticola, alla ricerca dell’espressione dei diversi terroir e di un carattere gustativo del tutto naturale. Nessuna aggiunta di lieviti selezionati, dunque, ma solo fermentazioni spontanee, predilezione di vasi vinari in acciaio, nessuna filtrazione né chiarifica, utilizzo molto limitato (o eliminazione totale) dei solfiti. I vini così prodotti rispecchiano bene un approccio non invasivo e danno la concreta sensazione gustativa della miglior genuinità.  I vini riportano in etichetta, come nomi di fantasia, alcune date importanti per la famiglia.

 

 

The farm Milana of Gioacchino Milana, was founded in 1962. It is located on the Southern hillside of Rome, in Olevano Romano. At the beginning the way the farm was managed, it was mostly traditional, with the aim of producing bulk wines to be sold in Rome. In 2009, Giancarlo Milana aware that each parcel had different peculiarity in term of exposure, slope and elevation, started to focus on the valorization of each one of them. Also, he believed in the sustainability of the viticulture, which is why he decided to convert the farm into organic; the only spray used are copper and sulfites. The farm it is quite small, it accounts for about 1.92 hectares. The labels produced are four: 0911, 0510, 2601, 2212; these fantasy names are related to important events in Milana’s family. The same organic and natural-based philosophy is used as in the vineyard as in the cellar, with the goal of figure out the maximum expression from each different ‘terroir’ of our parcels. Thus, the choice of natural fermentations driven by indigenous yeasts, the in-steel fermentation and ageing. Neither filtrations or clarifications are provided and few or no sulfites are added, depending on the vintage.